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Casa Melazzi Già presente nel Catasto Sabaudo del 1763 identificata come “casa corte” l’edificio denominato Casa Melazzi fu di proprietà del Conte Pietro Gerolamo e del fratello abbate Ubaldo Melazzi. Di dimensioni più ampie rispetto all’attuale, di cui facenti parte ulteriori edificazioni, l’edificio a carattere nobiliare si trovava in posizione limitrofa all’importante struttura ecclesiastica della Canonica di Santa Maria di Castello. Si evince da analisi storica che già alla fine del ‘600 Casa Melazzi subisce una forte ristrutturazione al fine di creare una facciata stilisticamente continua, viene trasformato il portale e l’atrio al fine di ottenere un assetto consono alla dignità del casato. Attualmente la struttura di sviluppa su tre piani fuori terra, oltre il piano interrato, e di trova annesso alla corte interna il giardino. L’intervento di ristrutturazione non ha intaccato profondamente l’assetto originario dal punto di vista architettonico, se non per il profondo intervento di risanamento delle vecchie strutture gravemente danneggiate dal punto di vista statico. L’intervento di maggior modificazione della morfologia stilistica originaria tocca sicuramente la scala che da semplice elemento di collegamento dei vari piani, oggi diventa importante elemento che caratterizza fortemente lo stile dell’abitazione. La forma ellittica pensata come elemento “ascendente” continuo, è sormontata dalla ringhiera in ferro battuto, modellato artigianalmente secondo i dettami del Prof. Krier, così come tutti i dettagli costruttivi di ogni elemento costituente l’intero edificio, che va dal cornicione esterno, alle colonne esagonali poste nel salone principale, a tutti i decori in stucco realizzati a mano, ai disegni delle pavimentazioni in seminato veneziano e così via. Sulla facciata principale è stato rimosso il vecchio intonaco consentendo così il rinvenimento della vecchia tessitura dei mattoni pieni; tale operazione ha permesso di conservare completamente la sua origine, se non per l’inserimento delle cornici attorno alle finestre necessarie alla riquadratura per l’inserimento dei nuovi serramenti lignei. Risulta fortemente presente la volontà, sia da parte della Committenza che del Progettista, di preservare ogni dettaglio architettonico preesistente attuando un vero e proprio restauro conservativo di tutti quelli elementi caratterizzanti la storia dell’edificio. Testimonianza di quanto sopra detto sono gli stucchi e l’affresco dell’attuale camera da letto padronale, posta al primo piano. L’affresco, rinvenuto nelle operazioni di risanamento della volta, è stato recuperato da una restauratrice dell’alessandrino. Particolare cura del dettaglio di ritrova nelle porte interne ove si evince lo studio approfondito di ogni linea precedentemente pensata dal Progettista e sapientemente riprodotta da un’azienda astigiana. Si può notare come ogni forma prenda la sua dimensione secondo attente analisi del pensiero del Progettista sia in fase di rielaborazione grafica degli stessi dettagli costruttivi, sia in fase esecutiva resa possibile dalle sapienti mani dei maestri artigiani. Progettista: Prof. Léon Krier
Léon Krier [foto: Valerio Saggini]. Léon Krier è nato in Lussemburgo nel 1946. Ha studiato architettura all'Università di Stuttgart. Dal 1968 al 1974 ha lavorato nello studio di James Stirling a Londra. Come professore di architettura e urbanistica ha insegnato all'Architectural Association al Royal College of Arts a Londra e alla Princeton University (1974-77), come Jefferson Professor all'Università di Virginia (1982), come Davenport Professor alla Yale University (1990-91). Nel 1977 ha vinto il Berlin Preis dell'Architettura, nel 1985 la Jefferson Memorial Medal, nel 1987 il Chicago AIA award. Ha pubblicato libri in Giappone, Belgio, Gran Bretagna. Ha tenuto mostre in tutto il mondo tra le quali una grande personale al MOMA di New York (1985). Ha realizzato progetti in Lussemburgo, Francia, Italia, Spagna, Germania, Usa e Inghilterra. E' consulente personale del Principe di Galles Carlo d'Inghilterra per il quale ha redatto il Master Plan per lo sviluppo della città di Poundbury nel Dorset. 1993: piano guida per Firenze Novoli; 1993-94 Nuovo Palazzo di Giustizia in Lussemburgo e Museo Archeologico di Sintra (Portogallo). Dal 1991 disegna mobili per la Giorgetti S.p.A., chiamato da Massimo Scolari che dell'azienda è art-director e designer. |
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